Semplice mente adesso! Che cos’altro se no?


Quando un guru traccia uno yantra per risolvere il koan che è divenuto un mantra entro il tao del tuo karma......non chiederti se tale dharma sia yogico o tantrico........fuggi e basta!


Sia che si ponga la “beatitudine” all’inizio dei tempi o alla loro attesa fine, è solo ora che possiamo incontrarla o non incontrarla mai. Siamo spazio e ciò che ci accade è tempo.


L’ossessiva ricerca dello scopo della vita non lascia spazio ai suoi significati, autentici valori che proteggono la vita stessa e il nostro viverla.


Il vento non può cessare e non ha mai smesso di soffiare da quando esiste la terra. Più o meno intenso, presente in ogni direzione, mai assente. Così è la vita. “Buon vento!”.


Inizialmente cerchi una “visione” che ti conforti e rappresenti. Poi la indossi e la dimentichi. Infine è la visione appesa all’attaccapanni che ti chiede di essere lavata, stirata e profumata prima di finire nel cassetto.


Accettare i propri limiti senza fuggirli ne’ oltrepassarli, offre una comprensione superiore a quella che dovrebbero garantire le proprie certezze.


I misteriosi accadimenti “personali” sono flussi di corrente vitale entro un vasto fiume che scorre privo di personalità, in cui presagiamo il suono delle onde dell’oceano verso cui siamo unitariamente diretti.


Nella “terapia” che rispetta l’origine del suo nome, il trattamento e la diagnosi non possono essere separate, ma coincidenti. Le cause degli squilibri si evidenziano negli effetti delle cure.


Sinché crediamo che il cielo sia una cosa che sta lassù, finiremo per inciampare nella terra credendola una cosa che sta laggiù.


L’arte salverà certamente il mondo, ma prima è necessario salvarsi dagli artisti che usano i problemi del mondo per salvare se stessi.


C’è chi ama camminare sulle braci, chi sulle funi, pochi sulle acque, molti sui sentieri. Ogni Via è valida se la riconosciamo come tale e la percorriamo con gratitudine in tutta la sua lunghezza.


Non fuggire, girati e valle incontro. Saltaci dentro e divienilo. I tuoi vuoti saranno colmati e i pieni liberati. Rinascere è agire.


Nel fiume la biscia racconta ai pesci come si fa a volare. Il corvo passa e si allontana, come fa la corrente, sorridendo come Lei.


Mantieni in buono stato la scala con cui sei salito. È un attrezzo opportuno e provvidenziale con cui si può anche scendere. Restare isolato sul tetto non è assenza di opportunità ne’ ritrazione di provvidenza.


Quando stringi forte una visione si sgretola in briciole. Se non l’afferri si dilata e ti circonda, lasciando sul terreno un sentiero di briciole che diventa il tuo cammino.


Anch’io ho una Patria! Confina a sud con la naturale saggezza, a ovest con la capacità di controllo, a est con la sincera perseveranza e a nord con l’inesauribile libertà. Al di sopra c’è un vasto cielo e al di sotto batte forte il cuore della terra. Sedendo al centro, ove è la capitale, sono gradualmente divenuto un patriota.


Parole scritte con l’acqua sulla propria ombra,
un vessillo da far danzare nel vento,
un’offerta per nutrire le fiamme, uno specchio di carta che ridendo scompare.


Alcune rinunce, per quanto non facili, divengono un’opportunità per osservare con meno fretta la corsa della propria vita.


Quando l’acqua risale la corrente e le pietre la discendono fluttuando, forse non stai sognando, ma sei parte del sogno dei pesci.


Siamo passeggeri del vento, ma cerchiamo le nostre radici. Alcuni scrutano le stelle, altri guardano gli alberi, qualcuno chiude gli occhi e vede il cuore.


Più di sette miliardi di punti di vista non sono tanti parti di un grande occhio che vede tutto. Sono invece più di quattordici miliardi di occhi che vedono tutti diversamente la stessa luce.


Giocare con il fuoco è meno pericoloso che giocare con uno specchio. La fiamma si estingue, ma il riflesso persiste.


Nessuno può darti o toglierti il tuo onore, mentre molti sono coloro che comprano e vendono il loro orgoglio.
Non ti confondere.


A volte guardando attentamente, ma molto attentamente, non vediamo solo ciò che crediamo di vedere. Così scopriamo che accade la stessa cosa anche per l’ascolto.


Quando alziamo la testa e osserviamo lo chiamiamo cielo.
Quando la abbassiamo la chiamiamo terra.
Quando guardiamo di fronte tutto ci appare come loro unione.
Quando chiudiamo gli occhi vediamo la loro origine.


I misteri dell’errare spesso donano stupore nell’errore: treni sbagliati che portano in stazioni giuste; voli persi che mettono le ali al cuore.


Non temere l’eccessiva emotività del sole e non avertene per l’indifferenza che può manifestarti la luna. Mantieni la tua calma osservazione del cielo ed anch’essi muteranno presto il loro umore in reciproca concordia.


Come ciechi in un giardino di specchi quando termina la notte e splende alto il sole.


Così vanno gli occhi attorno, che come lucidi o opachi specchi non hanno ali né coda.


Il punto centrale è fluttuante, ma la sua natura è secca. Se lo circondi di umori per possederlo esso scivola Via, allontanandosi dall’umidità ove si coltivano memorie.


Senza mutare la pelle non muta neppure la visione. E non si tratta solamente di quella degli occhi, ma soprattutto di quella che osserva dalla pelle stessa.


Se escludiamo la fretta di volerlo ottenere e la lentezza di non volerlo capire, i tempi sarebbero perfetti e gli accadimenti coincidenti con le nostre intenzioni.


Non pensare al sapore dei frutti che raccoglierai. Innaffia le piante per inaffiare le piante.


Grazie alla luce del sole evaporano mari di dubbi, formando mutevoli nubi di domande, che nel vento divengono piogge di risposte. La terra assorbe tutto sino alle profondità oscure. Un fiore o una sorgente sono tutte eguali porte del silenzio.


La fame di fama non sorge per assenza di cibo, ma per una pessima educazione “alimentare” fondata più sulla quantità che sulla qualità.


Mettere le ali al cuore o tuffarsi per cavalcare le onde sono esperienze stupende, che rendono preziose sia la conoscenza dell’arte del cadere, che quella di saper nuotare.


I “luoghi” interni frequentati dalla mente o quelli esterni attraversati dal corpo, sono nella Coscienza un solo luogo.


Aprire il proprio cuore e offrirne la luce non è una missione in un mondo di ombre. È liberarlo dalle proprie ombre per offrire a loro un mondo di luce.


Alcuni mezzi pratici sono detti “opportuni” non tanto per il loro valore intrinseco, ma perché, se correttamente usati, sanno rendere migliori tutti gli altri strumenti che abbiamo a disposizione.


Se lo puoi fare, lo puoi anche capire. Ma se lo capisci e non lo puoi fare, attento a farlo fare ad altri non pronti a capire!


Mentre il tempo narra allo spazio che cosa sta per accadere, egli ascolta stupito e ricorda chi era. Noi, al centro, li teniamo per mano, camminando come bimbi con occhi curiosi di tutto.


Camminiamo nelle quattro direzioni e cantiamo ai quattro venti non per far collezioni d’impronte o di parole ripetute dall’eco.


Non possiamo trovare la pace. Possiamo solo farla o non farla. Vagare alla sua ricerca o nel suo nome ci allontana inesorabilmente.


Verniciare le ombre con la luce non aiuta a dissolverle. Una rabbia luminosa o una tristezza brillante aumentano la loro resistenza ad ogni diluente.


Senza opporsi ai venti della mutazione e restando eretti tra i flussi dell’impermanenza, non sviluppiamo virtù sentimentali, ma rafforziamo le radici vitali.


Il mozzo in coperta e quello al centro della ruota determinano la sopportabilità del lungo viaggio.


Se abbiamo superato il punto di non ritorno, siamo in qualche altro punto che è oltre. Se con angoscia invochiamo il passato ci siamo completamente persi. Se con rispetto evochiamo il futuro appare ciò che mai può essere perso, il presente, che è da sempre “oltre”.


Senza elemosinare l’empatia né ostentare il contrasto, renditi vuoto e disponibile verso ciò che ti viene incontro.


Il futuro è molto parsimonioso, giunge un istante alla volta, mentre il passato, con discrezione, si eclissa rispettando lo stesso ritmo.


Lo spazio in cui sono raccolti tutti i colori, i suoni, gli odori, i gusti, le percezioni ed i pensieri, è così grande.....che c’è posto anche per te.


Un grano dopo l’altro, simili ma non identici, attorno al collo degli eroi, diversi ma mai separati.