Come ritrovare le impronte del cammino degli antenati, che dalle caverne-templi dell’arte giungeva sino al cuore di una realtà in cui vivere era accordarsi tra terra e cielo, tra sudore e stupore?
Non è possibile: ogni traccia è ormai scomparsa.
Solo i bambini, gli insonni in attesa di un nuovo sole, i naufraghi alla deriva tra le onde di un amore che parrebbe sepolto nei fondali, i disarmati per scelta consapevole e i non credenti nel culto dell’apparenza, possono ancora sognarle cosi intensamente da farne sorgere di nuove. Un possibile futuro cammino, una nuova nascita, un sorriso.
Offrire tale visione è il senso di questo spettacolo in cui la triade di musica, canto e narrazione poetica divengono arte evocativa tra panorami bellici, piogge acide e credenze ottuse che temono la loro origine.
Eppure, i futuri antenati sono già presenti nel suono e nel respiro dello spettacolo, come una pioggia di petali che accompagna chi non smette di guardare lontano ed esce nel mondo senza ombrelli e ombre.